La rana che vuole crescere a dismisura
«La rana vide una volta il bue al pascolo e presa da invidia per tanta grandezza (tracta invidia tantae magnitudinis) gonfiò la pelle rugosa: allora chiese ai suoi nati se fosse più grossa del bue. Essi dissero di no. Tese di nuovo la pelle con sforzo maggiore e nello stesso modo domandò chi fosse più grande (quis maior esset).
Essi dissero: ancora il bue. Alla fine, indignata, mentre cercava di gonfiare ancora di più tutta se stessa (dum vult validius inflare sese), il suo corpo scoppiò e così giacque.» (Gaio Giulio Fedro, Fabulae).
Fedro aveva un'idea di sostenibilità assai più avanzata di molti economisti di oggi. Non solo gli organismi naturali, ma tutte le strutture complesse hanno limiti naturali intrinseci. Ignorarli significa andare prima o poi incontro al collasso. A sua volta, il bue non può pretendere di crescere come un elefante, e anche un elefante non può diventare più grande di un elefante, come sembra abbia detto Bertold Brecht.



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