So di avere quanto basta
«Dal giorno della pubblicazione de I limiti dello sviluppo , abbiamo convissuto con la consapevolezza che viviamo in un ecosistema fragile, che uno sviluppo economico senza fine è impossibile e che quando guadagniamo e consumiamo, rendiamo il mondo potenzialmente peggiore per i nostri figli. […]
Allora, com'è che nulla è cambiato? Perché la nostra cultura continua a crescere, sgobbare, produrre, quando sappiamo che potrebbe esserci fatale? […]
Concettualizzare tuta questa faccenda del pianeta in pericolo è estremamente difficile per dei cervelli che si sono evoluti per scampare al terribile percorso di vita chiamato Pleistocene, piuttosto che per comprendere il loro ruolo nel sistema planetario.
Lo sviluppo è stato troppo improvviso per il nostro caro vecchio impianto mentale. […]
A quanto pare, cercare di fare appello alla parte pensante del nostro cervello può rivelarsi molto frustrante. Per il bene della democrazia dovremmo continuare a bombardare i cervelli alti degli elettori con argomentazioni assennate sul perché farebbero bene a comportarsi in modo eco-sostenibile.
Ma le prove dimostrano che dobbiamo anche lottare per la parte bassa, dove vengono prese molte decisioni economiche, e dove il mondo strabordante del marketing ha passato molto tempo a fare danni.
Dobbiamo trovare qualcosa che faccia appello ai nostri circuiti da età della pietra [...]
La nuova sbruffonata dovrebbe essere: "Me la spasso molto più di te, perché la mia ecologia personale è più forte: so di avere quanto basta." »
John Naish, Basta! Con i consumi superflui, con chi li incentiva, con chi non sa farne a meno, Roma 2009, pp174-183


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