Pakistan - la bomba idrica

 

[Secondo post dedicato alla situazione fortemente insostenibile della quinta nazione del pianeta per abitanti. Il termine "bomba" è tutt'altro che esagerato]

Come l'Egitto, anche il Pakistan è una striscia fertile sottile intorno al grande fiume Indo; per il resto, come si vede dalla foto satellitare qui sopra è un paese decisamente arido, compreso il deserto occidentale del Belucistan. Tutto il centro-sud del paese riceve meno di 250 mm di pioggia all'anno, e solo al nord si arriva a 500-750 mm. Per confronto, in Italia la media delle precipitazioni è 830 mm. 

Il fiume Indo è indispensabile per l'agricoltura: negli ultimi 50 anni la superficie irrigata è raddoppiata (da 100 mila a 200 mila km²), arrivando a coprire il 65% di tutta la superficie agricola. In questo modo, i pakistani sono arrivati ad usare il 75% di tutte le risorse idriche rinnovabili disponibili e la disponibilità di acqua dolce è scesa dopo l'indipendenza da 3500 a 1000 m³ pro-capite a causa dell'aumento della popolazione. (Aquastat

Siamo già al livello di guardia, anche perché purtroppo ci sono altre cattive notizie:

  • Anche se non sono contabilizzati nelle statistiche FAO, gli acquiferi sotterranei del Punjab vengono sovra sfruttati con un prelievo di 60 km³ all'anno (più della portata del fiume Po) ben oltre la loro capacità di ricostituirsi e il livello della falda continua ad abbassarsi.
  • Una buona parte dell'acqua di irrigazione evapora senza essere di aiuto all'agricoltura, ma lasciando dietro di sé il sale: la salinizzazione (vedi mappa qui sotto) ha colpito 70 000 km² di terre irrigate e altrettante soffrono di ristagno idrico. Molte colture non possono crescere se c'è troppo sale, mentre l'eccesso di acqua nel terreno danneggia le radici
  • le sorgenti dell'Indo sono in territorio cinese e il suo corso superiore in territorio indiano, per cui il Pakistan non ha il controllo politico di ciò che succede a monte.
  • la fusione dei ghiacciai del Tibet, causata dal global warming, sta portando nel breve termine più acqua nella regione, ma nel lungo termine la priverà di una importante riserva di acqua dolce, aumentando la variabilità stagionale del corso dei fiumi.

Non è uno scenario invidiabile, anche perché è strettamente collegato con la capacità di produzione di cibo, come avrò modo di scrivere.

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